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Opere di Promozione Umana

Comunità di accoglienza residenziali o diurne, per l’educazione e la formazione integrale dei bambini e dei giovani a rischio (orfani, bambini della strada denutriti, disabili, ecc.):

Comunità di accoglienza per orfani.
Sono comunità ben organizzate per bambini orfani di madre o di ambedue i genitori, e/o abbandonati in una età che va da pochi giorni a cinque anni, dopo di che sono reinseriti nella famiglia o presso i parenti o vengono legalmente adottati attraverso gli organismi per l’adozione. Ad affidare questi bambini all’Istituto è lo Stato a cura degli Uffici competenti. La cura di questi bambini in un periodo particolarmente delicato della loro vita risparmia loro la sofferenza della malnutrizione e delle conseguenti malattie. Normalmente queste “case” sono di proprietà della Congregazione e sono gestite da Suore adeguatamente preparate, in collaborazione con la Chiesa, con lo Stato e con altri organismi locali e internazionali che appoggiano e sostengono finanziariamente simili progetti. Le Suore seguono questi bambini anche dopo che sono stati dimessi dall’Istituto e li accompagnano nella loro crescita.

C’è anche un’altra realtà: “case” di proprietà della Congregazione, gestita dalle Suore che offrono ospitalità ed istruzione a bambini che provengono da gruppi tribali e non hanno la possibilità andare a scuola. Essi infatti sono impegnati nel lavoro in quanto i loro genitori non vedono l’utilità dell’istruzione per i loro figli. Le Suore nella comunità di accoglienza li aiutano a realizzare una loro crescita integrale come persone e a inserirli bene nella società; collaborano con le organizzazioni locali internazionali che appoggiano e sostengono questo tipo di progetti umanitari.

Comunità di accoglienza per bambini della strada

Sono strutture di proprietà della Congregazione o di altri enti civili o ecclesiali. Possono essere residenziali o diurne; accolgono i “bambini della strada”, cioè i bambini che per vari motivi sono stati abbandonati dai loro genitori e/o dai propri parenti, oppure hanno abbandonato loro stessi le loro case. Hanno lo scopo togliere questi bambini/ragazzi dalla strada e riabilitarli. In queste strutture essi ricevono cibo, vestiario, istruzione, assistenza psico-pedagogica e preparazione
a inserirsi in società con un onesto lavoro.

Comunità di accoglienza per bambini denutriti

Sono “centri” gestiti dall’Istituto che offre accoglienza ospitalità, educazione ed assistenza materna ai bambini denutriti. Sono completamente gratuiti: si reggono sui proventi delle adozioni a distanza , sui contributi delle organizzazioni civili ed ecclesiali per la promozione umana e sulle agevolazioni del governo, soprattutto a livello medico-sanitario. Normalmente i bambini rimangono in questi centri fino a quando hanno superato la fase critica della loro condizione di salute; allora vengono dimessi. In questi centri, che sono adeguatamente organizzati, le suore provvedono a una dieta equilibrata e insegnano ai genitori come aiutarli a migliorare il sistema nutritivo dei loro bambini. Anche dopo essere stati dimessi, li seguono nella loro crescita.
Nei centri diurni, cioè in quelli in cui i bambini tornano in famiglia la sera, viene
assicurato un pasto completo al giorno.

Comunità di accoglienza per bambini disabili a livello fisico e mentale
Sono strutture che l’Istituto non gestisce in proprio ma entra in una rete di rapporti organizzata dalla “Chesire Home”, una Fondazione sorta ad opera dal Capitano Leonardo Chesire in Inghilterra dopo la tragedia della bomba atomica di Hiroshima. Questa Fondazione provvede alla cura spirituale, materiale e alla riabilitazione dei bambini disabili e degli adulti, nel mondo. Le “Chesire Homes” sono gestite, normalmente da laici, comunque viene riservata una preferenza ai religiosi per la qualità del servizio che questi offrono. Le Suore assunte da questa Fondazione, gestiscono le “homes” per bambini d’ età compresa tra i cinque e i dodici anni, di ambedue i sessi.

Queste “Homes” sono ben attrezzate dalla Fondazione e ogni suora riceve un salario per il suo servizio. I fondi per le spese di gestione sono reperiti dalla Commissione amministrativa e dalla “Metron” o Suora Responsabile della “Home” con la comunità. Queste Suore lavorano in collaborazione con i medici che svolgono una serie di interventi chirurgici sui bambini fino a che la disabilità è corretta ed essi possono essere inseriti nuovamente in società, i fisioterapisti che riabilitano i bambini attraverso la terapia e alcune attività domestiche ed artigianali per migliorare la loro condizione fisica ed apprendere un mestiere per la vita; gli insegnanti nella “home” e quelli delle scuole statali vicine dove alcuni bambini vanno ogni giorno a scuola; il vescovo del luogo che è il tutore della “home” e assicura la presenza di un sacerdote nel Comitato di gestione locale; le commissioni nazionali, regionali e internazionali delle “Cheshire Homes” che organizzano corsi mensili, annuali e biennali, seminari, incontri per la verifica, la pianificazione, l’aggiornamento del personale delle “Homes”; i genitori dei bambini che attraverso programmi avanzati imparano come vivere positivamente con i loro figli e come aiutare i bambini disabili a divenire autosufficienti e utili alla società. Le Suore rimangono in contatto con questi bambini dopo che hanno lasciato la “home”.

L’Istituto collabora anche con altri “centri” simili per bambini disabili.

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