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Profilo biografico del Venerabile S. di D.
Alfonso Maria Fusco nacque il 23 marzo 1839 ad Angri, in Diocesi
di Nocera Inferiore-Samo, da famiglia profondamente religiosa, ed
infatti fin dalla prima adolescenza egli ebbe ad avvertire e manifestare
i segni sicuri di una sincera e profonda vocazione al Sacerdozio.
Ordinato prete nel 1863, egli si dedicò con intelligenza
e passione all'apostolato delle confessioni, particolarmente degli
uomini, all'assidua predicazione, e all'animazione catechetica e
liturgica dei fanciulli con l'erezione di un apposito Oratorio,
che egli pose sotto il patrocinio di San Luigi Gonzaga.
Infine, si dedicò con eroismo umano e sacerdotale, financo
a rischio della vita, alla cura spirituale e materiale dei colpiti
dalla grande epidemia di colera in Campania nel 1866.
Un altro problema, che gli stette a cuore, fu l'educazione e l'assistenza
alle fanciulle orfane e povere, e a tale scopo fondò nel
1878 la Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, ottenendone
la formale approvazione diocesana dieci anni dopo.
Piamente, e con una vita carica di meriti davanti a Dio e agli uomini,
il Sacerdote Alfonso Maria Fusco, trapassò da questa vita
terrena il 6 febbraio 1910.
Il 12 febbraio 1976 il S. di D. Papa Paolo VI di v. m. ne ha proclamato
l' eroicità delle virtù.
Fattispecie del caso proposto
Trattasi dell' asserita mira sanatione del bambino Gershofi Chizuma,
che è nato il 19 maggio 1994, avvenuta nella notte tra il
2 e il 3 febbraio 1998 a Kitwe nello Zambia, ed attribuita all'
intercessione del Venerabile S. di D. Alfonso Maria Fusco.
In breve, circa venti giorni prima del suddetto fatto miracoloso,
il piccolo Gershofi iniziò a manifestare un elevato stato
febbrile attribuito a cause di origine malarica.
Ricoverato in ospedale dopo un paio di giorni, il quadro clinico
peggiorò fin troppo rapidamente e l' esame attraverso puntura
lombare rivelò la presenza di meningite batterica con elevata
presenza di parassiti nella corrente ematica.
All'inefficacia delle cure antimalariche apprestate s'aggiunse la
comparsa della broncopolmonite con abbondanza di parassiti malarici
nel sangue e con prognosi infausta quoad vitam, attesa il prolungarsi
della patologia.
In maniera però del tutto inattesa, all'ultima visita di
controllo del 3 febbraio, viene constatata la totale scomparsa dei
sintomi morbosi, ed il 6 febbraio successivo il piccolo paziente
viene senz'altro dimesso ed in buona salute, come i successivi controlli,
anche quelli a cura del presente Processo, non hanno potuto fare
a meno di rilevare.
Svolgimento del processo ed apparato probatorio
Dal 3 al 17 marzo 1999, per 12 sessioni e con l' escussione di VIII
testimoni si è svolto il Processo diocesano a Ndola nello
Zambia.
Tra tutti i testi, quelli qualificati sono stati i medici curanti,
il personale infermieristico e paramedico direttamente coinvolto
nella vicenda, la mamma stessa del sanato, ed infine la Religiosa
dell'Istituto fondato dal Venerabile S. di D., la quale si fece
promotrice ed iniziatrice della richiesta di intercessione rivolta
ad Alfonso Maria Fusco.
Tutte queste persone, e le altre interrogate, sono state direttamente
indotte dal Tribunale, per cui nel fascicolo istruttorio mancano
soltanto le deposizioni formalmente ex officio.
Si tratta però di una carenza meramente formale, in quanto
bisogna tenere giustamente conto sia dell' inesperienza del Tribunale
delegato, come pure del fatto che ad effectum de quo agitur tutto
è stato sottoposto all' attento esame del Giudice delegato
dal Vescovo.
Infine, il tribunale ha completato il suo compito nominando i due
Periti ab inspectione, i quali hanno adempiuto fedelmente all'incarico
loro affidato.
Del 24 settembre 1999 è il Decreto dicasteriale di validità
dell' inchiesta diocesana.
L 'aspetto clinico
Allo scopo, oltre a quanto già accennato in precedenza, valga
qui solamente dire che i due giudizi medico-legali dicasteri ali
hanno rilevato la fondatezza e la giustezza dei rilievi a suo tempo
emessi dai medici curanti circa l'intera vicenda, relativamente
alla diagnosi malarica con complicazioni a livello ematico, polmonare
e cerebrale, la terapia adottata corretta ma inefficace, ed infine
la prognosi del tutto infausta quoad vitam, con guarigione dal modo
scientificamente inspiegabile e con completa sanazione, e senza
alcuna recidiva, come pongono in rilievo i due Periti ab inspectione
di nomina diocesana.
Analogamente la Commissione Medica dicasteriale nella riunione del
20 ottobre 1999 si è espressa all'unanimità per la
conferma di quanto sopra e quindi per la sanazione non scientificamente
e naturalmente spiegabile.
Impetrazione e Voto
Anche su quest'ultimo e decisivo aspetto vi è totale convergenza
istruttoria di indizi e di fatti.
Fu Suor Livia, la Superiora delle Suore dell'Istituto fondato dal
Venerabile S. di D. a dare l'indicazione della richiesta di grazia
e a farsene responsabile promotrice, coinvolgendovi la mamma del
sanato, laici e religiose, fino a grazia ottenuta.Quindi, hisce
omnibus sedulo perpensis, ex actis et probatis ritengo di poter
dare il mio Voto: Affirmative.
>>conclusioni
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